Negli ultimi giorni si è tornati a parlare con forza della normativa sulle imbarcazioni da diporto con bandiera straniera ma di proprietà italiana, a seguito del Disegno di Legge in fase di approvazione che introduce nuovi obblighi e controlli.
Come riportato anche dalla stampa, tra cui l’articolo firmato dal giornalista Giulio Garau, si tratta di una vera e propria stretta sulle unità registrate all’estero, con l’obiettivo dichiarato di aumentare la sicurezza e ridurre il fenomeno delle registrazioni in Paesi più permissivi.
Il cuore della normativa riguarda l’introduzione dell’obbligo di un certificato di sicurezza (o certificato di navigabilità) per le imbarcazioni fino a 24 metri con proprietà italiana ma registrazione estera.
Secondo le anticipazioni, queste unità dovranno dimostrare di essere in condizioni tecniche adeguate, attraverso certificazioni rilasciate dallo Stato di bandiera o da organismi riconosciuti .
La misura si inserisce in un contesto più ampio di controlli, volto a contrastare il fenomeno del cosiddetto “flagging out”, cioè il trasferimento della registrazione all’estero per ridurre costi e vincoli normativi.
Anche l’articolo pubblicato su SoloVela.net evidenzia come il provvedimento punti a rafforzare i controlli sulle imbarcazioni con bandiera straniera, sollevando però interrogativi sulla compatibilità con il diritto europeo e sulla libera circolazione dei beni all’interno dell’UE.
È fondamentale chiarire un aspetto:
la normativa non è ancora in vigore.
La Legge, infatti:
Solo dopo questi passaggi sarà possibile comprendere con precisione:
Da una prima lettura tecnica del provvedimento, emerge un elemento rilevante per i diportisti:
Diverso il caso di alcune registrazioni europee più strutturate.
In particolare:
tendono già a prevedere controlli tecnici e il rilascio di un vero certificato di sicurezza, con visite periodiche.
Questo elemento potrebbe rendere tali registrazioni già conformi ai requisiti richiesti dalla futura normativa, limitando l’impatto delle nuove disposizioni.
Il legislatore sembra voler riequilibrare la differenza tra:
L’obiettivo è garantire che tutte le imbarcazioni che navigano stabilmente in Italia rispettino standard di sicurezza uniformi, indipendentemente dalla bandiera.
Il tema non è solo tecnico ma anche fiscale e amministrativo.
Negli ultimi anni, i controlli sulle imbarcazioni estere sono aumentati, con verifiche su:
Le sanzioni, in caso di irregolarità, possono essere rilevanti.
In questo scenario, diventa fondamentale affidarsi a professionisti delle pratiche nautiche, in grado di:
La nuova normativa rappresenta quindi un passaggio importante per il settore nautico italiano, ma al momento resta ancora una fase di transizione.
Sarà fondamentale attendere:
Nel frattempo, è consigliabile monitorare la situazione e verificare la propria posizione, soprattutto per chi utilizza una bandiera straniera come la bandiera polacca, o sta valutando un eventuale passaggio alla bandiera italiana.
Lo Studio Venos rimane a disposizione per supportare i diportisti nella comprensione della normativa e nella gestione delle pratiche nautiche, con l’obiettivo di navigare sempre in regola e in sicurezza.
Per informazioni e assistenza: 📩 nautica@studiovenos.it